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domenica 16 marzo 2008

"Sogno mediterraneo" Con l'arte si può!

Discutere e confrontarsi, attraverso l’arte, sui grandi temi che travagliano e preoccupano il divenire e il futuro dei popoli che si affacciano sulle rive del Mar Mediterraneo è opera meritoria che soltanto associazioni di ispirazione cristiana e uomini di buona volontà possono evidenziare e porre al pubblico dominio.
Solitamente, quando si pensa alla diversità, lo si fa in maniera preventiva e non sempre l’atteggiamento ci è benefico. Ci si chiede spesso: “Ma è possibile che nella terrà di Gesù ci sono sempre liti e guerre?” Alle generazioni future che cosa può interessare se non la possibilità di redimere questi conflitti, materiali e spirituali? Questo interrogativo ne richiama molti altri che lasciamo alla sensibilità di ognuno, di certo rimane meritoria questa iniziativa che va oltre l’odio, la diversità, le storie del passato e recupera solo e soltanto la solidarietà della cultura, della comprensione, dell’aiuto culturale che non è poco. Allora la provocazione esiste e riguarda la capacità di alcuni di essere utili, di servire il buon senso, magari di dare un senso ad un certo modo di vivere.
L’arte può fare molto perché investe la formazione in generale e lo sviluppo della sensibilità in particolare. L’arte può perché tocca e scuote, facendoli emergere, il talento, il carisma di tante persone che potrebbero e non riescono a fare, che potrebbero migliorare loro e il mondo in cui vivono, ma non viene loro permesso.
Questa sera ci vorrebbero qui rappresentanti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, per vivere il valore della diversità sociale, religiosa, formativa e di civiltà. Possedere il senso della vista significa vivere e capire il mistero di gente che possiede tutto e di gente che va in cerca di qualcosa, del minimo per sopravvivere. Molte cose accomunano i popoli del Mediterraneo, ma molte potrebbero arricchirli e migliorarli. Il Mediterraneo è luogo in cui vive una esistenza pulsante e spazio che sollecita flussi, scambi, energie, grazie alla fusione di culture diverse.
Quello della educazione rimane il fatto prioritario. Da un lato la grande organizzazione occidentale, dall’altro quella povera africana e di altri paesi ad economia debole.
Vivere questo incontro con il piacere della sfida per migliorare la vita, mi pare sia una occasione di forte crescita e partecipazione responsabile nella società contemporanea.
C’è un momento della vita in cui abbiamo tutti bisogno di obbedire ad una certa chiamata, una chiamata che ci spinge a difendere la più grande civiltà, ma che non potrebbe sopravvivere se altre civiltà in difficoltà ci sono vicine. Giovanni Paolo II ebbe modo di affermare: “Non sei mai così in alto come quando ti inginocchi per dare una carezza”.
Popoli antichi e con culture diverse, economie diverse, politiche diverse che difficilmente hanno trovato e trovano una sintesi di convivenza comune, di ammirazione reciproca e di arricchimento della persona umana nella sua globalità e in quanto pur sempre figli di Dio.
Culla delle culture e delle religioni che hanno caratterizzato e governano il modo di vivere dei popoli del mondo, il Mediterraneo ha da sempre costituito la croce e la delizia della convivenza civile tra i popoli, ma anche la esaltazione del pensiero filosofico, storico, politico e civile.
La civiltà Etiope, poi quella Assiro-.Babilonese, e quella Egiziana, per poi giungere a quella Greca e a quella Romana, e quindi a quella Macedone, Spagnola, Francese e Inglese, a diverso titolo hanno irradiato il pensiero ed alimentato la civiltà contemporanea facendo assurgere l’arte a scienza, il modo semplice di vivere ad esempio per l’umanità e per garantirsi l’eternità.
Crocevia dei tre più antichi continenti della terra, sul Mare Nostrum si affacciano e si svolgono le civiltà, ma anche le maggiori preoccupazioni per la vita, lo sviluppo e la convivenza pacifica tra i popoli.
Lo scenario attuale, inquietante per le sorti delle genti, è di forte preoccupazione mondiale, avvalorato dalla spinta progressista e innovativa dei popoli, non meno meritori, indiano e cinese, che se da un lato racchiudono difficoltà inerenti, dall’altro vanno propinando una spinta economica evolutiva su scala mondiale e vanno ad inserirsi nel panorama internazionale come nuove risorse umane irrinunciabili dei tempi moderni.
La società civile è parte integrante perchè ha riconosciuto la saggezza di unire insieme i suoi talenti e la sua intuizione per rispondere ai bisogni umani della comunità, per organizzare la partecipazione consapevole del progresso dell’uomo, la discussione e il confronto.
Siete in molti a partecipare a questo incontro con l’arte e con la solidarietà, e tutti con l’intento preciso di prendere parte concretamente alla elaborazione di studi, ma anche di linee organizzative possibili per non essere guidati dagli eventi, ma per prevenirli nel tentativo nobile di organizzare il sogno della pace e della convivenza civile tra i popoli a vantaggio di un arricchimento umano e spirituale necessario al trascorrere dei tempi moderni, per ricercare pace e serenità.
Il dono più grande che un genitore può fare ad un figlio è quello di trasmettere le proprie conoscenze; quello sublime che una persona può fare alla propria gente è quello di comunicare le proprie consapevolezze per continuare a rafforzare il pensiero guida della civiltà e del progresso nella solidarietà.
Formazione per combattere l’analfabetismo: occorre sottolineare il carattere vocazionale alla globalizzazione lungo le sponde di un mare che deve unire e non dividere, ma per realizzare questa vocazione occorre essere uniti dalla passione e dalla ragione. Passione per trasmettere il sapere, ragione per permettere di porlo a frutto.
Uno dei problemi più difficili da superare per poter affrontare le difficoltà altre è quella della lotta all’analfabetismo. L’analfabetismo è un pericolo subdolo che investe chiunque non sia in grado di alimentare continuamente i propri saperi. I due terzi della popolazione non legge e per la maggior parte la perdita dei saperi è continua evaporazione delle conoscenze e quindi ritorno al non sapere e quindi al non saper comprendere, trasmettere e capire gli altri che sono in difficoltà. Non sapere è una forma di handicap sociale, ma il non saper mettere a frutto le proprie conoscenze è fatto altrettanto di demerito. L’analfabetismo porta alla miseria, non solo fisica, ma anche mentale.
Ma serve l’educazione anche per lottare l’odio e la violenza; l’odio è il fattore limitante più significativo del progresso umano ed investe il campo psicologico, pedagogico, psichiatrico e sociale. L’odio è un male devastante che può essere racchiuso in ogni persona e quindi può non permettere nessun progresso nei tempi. L’odio si manifesta negli interessi personali nel voler proteggere le proprie cose. L’odio rende vittima e porta all’abbattimento ed alla distruzione dell’altro. Secondo alcuni studiosi l’odio si manifesta diversamente nelle persone ed è fortemente opposto alla passione umana. Combattere l’odio è obiettivo prioritario dei popoli civili che hanno come loro obiettivo quello di accrescere il benessere dell’uomo.
La pace la si può costruire partendo dalla considerazione amichevole verso l’altro. L’educazione all’amore è un obiettivo da perseguire all’interno di ogni comunità, piccola o grande.
Con l’arte si può! E’ certamente uno dei canali privilegiati per costruire l’amicizia e la considerazione dell’altro. Nel suo nome milioni di persone si muovono e si trasferiscono per ritrovare il senso vero dell’essere, per ammirare l’essenza della vita, per onorare la forza intellettiva dell’uomo messa al servizio della umanità.
E’ compito dell’arte discutere per cercare un benessere per tutti, continuando a creare quello spirito di comprensione fra i popoli.
Le ispirazioni artistiche possono anche essere trasferite altrove, e la sfida del futuro è basata sulla qualità, grazie alla spinta dell’innovazione, ma la innovazione primaria rimane quella custodita dentro la persona stessa.
Va tutto bene, ma se non si alimenta di entusiasmo e di creatività l’uomo, il rischio di cadere nella omologazione è immediato.
L’etica della vita la si alimenta anche attraverso il trasferimento delle conoscenze, delle consapevolezze che passando di mente in mente si rafforzano e si migliorano per un divenire più certo e più duraturo perché voluto dall’uomo stesso.
La presenza di molte donne nell’arte evidenzia come sia possibile permettere alla donna di partecipare la società, la civiltà e il progresso.
La donna è sicuramente la base stessa della lotta contro l’analfabetismo. Una educazione adeguata può promuovere le attitudini, i valori e le azioni per uno crescita umana a garanzia della pace e dello sviluppo. Ancora una volta emerge il protagonismo femminile e il suo essere motivo ispiratore e generatore dell’arte e artista ella stessa.
Lo sviluppo dell’arte è sempre interessato a conoscere la natura, la storia e l’uomo. L’arte è sempre stata la espressione primaria di questo divenire; la presenza della scienza avviene in epoca recente ed ha mosso i primi passi ostacolata dai pregiudizi dottrinali, ma non va dimenticato il fatto che le prime scoperte scientifiche sono avvenute attraverso l’arte (Leonardo ha aperto la strada dell’autonomia alla scienza) e poi perché l’agire per arte significa conoscere e ottenere operando, producendo opere che conferiscono all’uomo libera autonomia creativa e decisionale.
Questo modo di agire ha prodotto, può produrre nell’ambito del bacino del Mediterraneo, la civiltà urbana di un sistema, sia esso città, sia esso stato. La città ideale è sempre l’incontro tra pensiero politico e pensiero estetico; tra palazzo, adorno di opere d’arte, e la grande piazza abbellita e resa austera da statue commemorative.
E’ sulla cultura che si fonda l’autorità, mentre i letterati e gli artisti sono gli specialisti della disciplina civica su cui si fonda e si giustifica il potere.
Gli artisti devono sapere, andandone fieri, che sono le sentinelle di un processo che vede l’uomo al centro di tutti gli interessi. In questo senso e in questa dimensione svolgere il pensiero artistico significa riordinare, continuando l’esperienza passata, la maniera di vedere, di sentire, di organizzare il modo di vivere di quanti hanno la fortuna di nascere e di raccontare il viaggio, sempre breve, lungo le vie del mondo di cui tutti ne siamo parte integrante, si spera in maniera consapevole e partecipativa, per onorare l’origine e il giusto senso della vita.
Angelo Scialpi
Ass. “Il Melograno” - ACLI – Talsano-Taranto 15.3.08

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