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... ciao bà ...

sabato 8 marzo 2008

La donna nell’arte… e nella vita

1. Ci poniamo molti interrogativi sulla condizione e sulla autonomia femminile; parliamo spesso di donne in carriera, qualche volta di donne impegnate nell’arte e nella politica, molte altre volte di donne frivole: argomento preferito da certi uomini.
Poi parliamo di donna pubblicità, della donna giornalista e della colta presentatrice. Talvolta parliamo della donna oggetto, così si dice, ma chiamiamo diva persino la indecente (col rispetto delle donne perbene), ma senza verificarne l’efficacia dell’oggetto e la regia occulta dell’azione. E poi, si sussurra molto e si fanno apprezzamenti quando passa una bella donna, quando passa una donna leggera, quando passa una donna attraente e incantevole, esprimendo, a seconda dei casi, atteggiamenti distinti: di ammirazione, di commento o di attacco. Quasi sempre si ferma tutto! Se si osservano i volti dei maschi, appaiono subito stravolti e già impegnati in pensieri altri. Si comprende subito di essere all’interno di un pianeta altro, quella della donna, appunto!
La passione è per l’uomo l’origine della sua vita, del suo essere diverso, della sua arte, del suo agire eroico, così come l’enigma femminile è un motore essenziale nella vita di ognuno. La cosa più semplice che l’uomo compie è dimostrare la forza distruttrice che si oppone alla forza generatrice della donna, ma di certo l’agire nel pianeta donna è un agire, fatte le dovute eccezioni, più complesso, ma anche più regolare, più disciplinato, più organizzato di quello dell’uomo, ma anche più distaccato e certamente più consapevole. Ancora oggi chiamare notaio, ginecologo, capitano una donna sembra che suoni strano, che i termini non siano debitamente allocati e sposati. Nel mondo contemporaneo è difficile creare un sentiero nella ponderatezza e nella equità di vedute e del diritto. Qualche considerazione in merito va fatta, almeno bisogna tentare di farla, rapportando la tangibilità fisica a quella linguistica e spirituale. Non si può continuare ad assistere a certi atteggiamenti e cercare di reprimere soltanto perché si ha paura e, allo stesso tempo, nascondere la propria debolezza, quella maschile, e continuare a non capire la donna, ma, cosa più grave, l’uomo stesso. L’uomo sembra sia stato letteralmente invaso dalla donna. L’animo leggero vaga, vaneggia e parla a sproposito, quello meno leggero osserva e apprezza, quello misurato si spinge alla riflessione e pone la donna in una dimensione diversa e certamente la collega alla forza interiore per rideterminare la persona donna nella sua globalità. Forse per questo ha senso il celebrare la donna. Contrariamente all’uomo, la donna è in continuo divenire.

2. Una qualsiasi bontà ha sempre valore soltanto se coniugata bene alle condizioni altre, nel senso che la bellezza fisica è nulla se non è collegata alla bellezza razionale, intellettiva, al pensiero, al contegno. Ogni sistema deve essere correlato all’altro e tutti insieme far avanzare un individuo persona, diversamente si crea una certa distorsione che fa emergere il lato negativo delle cose. La distorsione si ha quando predomina un solo aspetto della persona che viene codificato con una sola parola: Quello/a è…!
Occorrono metafore linguistiche e metafore visive, debitamente comprese. La metafora linguistica crea collegamenti diversi con l’agire della persona; le metafore visive creano, costruiscono sistemi articolati di influenza che, nel caso della pubblicità e del commercio e della vendita scorretta, non sono affatto solidi e disturbano la quiete interiore di molte persone.
La lingua dei media ha cambiato profondamente il modo di comunicare e quindi di intendere. Si parla per appartenenza per cui la parola è divenuta materia del contendere, in generale e tra i singoli gruppi: giornalismo, politica, affari, persino la cronaca nera, con il risultato di allontanare la verità.
Una volta il termine “news” indicava qualcosa che era appena accaduta; oggi indica qualcosa che interessa un gruppo di persone, confondendo il significato con il significante.
Nella pubblicità, il profumo Chanel associato all’immagine di Catherine Deneuve vuole appropriarsi delle connotazioni dell’artista: la bellezza e l’eleganza. Cosi Banca 121 con Sharon Stone.; Quando si collega la birra con una bella immagine di donna, e poi l’aperitivo con la donna macho, e poi le automobili con una tipologia diversa di donna, sia ella in carriera, sicura di se, intoccabile, allora si vuole soltanto catturare le difficoltà comprensive della gente attraverso codici che si rivelano attraenti, accattivanti e convincenti se trasferite nell’oggetto; pare che questo abbia maggiore successo se avviene tramite la donna, da sempre espressione del desiderio, della passione, dell’amore, della realizzazione dell’uomo, ma anche, a volte, della sua rovina e del suo successo. (L’inserimento del corpo della donna nell’affare economico merita qualche considerazione a parte.)
Altre volte ci appaiono metafore convincenti che riguardano la giovinezza, la serenità, la sicurezza, e via di seguito in quanto questo sistema di metafore può andare ad investire qualsiasi espressione dell’animo e quasi sempre il successo è assicurato. Un tempo era riservato alla fede, all’apprendimento, alla salute, ora una idea qualsiasi può colpire l’uomo nella sua globalità e visto che il tecnicismo e la scienza hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere e di essere liberi, c’è da stare poco tranquilli per il rischio di subire aggressioni da moltissime parti. Ad essere maggiormente aggredito rimane l’uomo!

3. Come può difendersi l’uomo? Che cosa può o dovrebbe fare? Sono interrogativi pesanti che rinviano ad un sistema che vige da millenni. Raramente, nell’uomo, la passione è crollata di fronte alle difficoltà. La passione è per l’uomo l’origine della sua vita, del suo essere diverso, della sua arte, del suo agire eroico.
Già Leonardo non aveva paura del libero pensiero della donna e affermava che l’impulso della passione non si può domare, ritenendolo un istinto innato e non prevedibile, un nemico sempre in guardia. Allo stesso tempo va sottolineato il fatto che lo scatenarsi della passione dona capacità creativa, o anche distruttiva, che si dimostra, ancora una volta, simile alla forza generatrice della donna.
L’arte è un settore in cui meglio si manifesta questa creatività! L’ideale femminile serve speso per confrontare le difficoltà interiori, oppure tutto se stesso, come per identificarsi e ispirarsi.
Forse in questo si custodisce il segreto della coppia, il cui fantastico rappresenta il completamento reciproco di uomo e donna e forse va a determinare quell’unismo di uomo, in cui c’è l’uomo, ma anche la donna.
C’è un punto che sembra stia segnando la differenza e riguarda l’impegno della donna nell’arte, intesa in maniera globale, ma che trova il suo legame paradigmatico con l’essere proprio della donna.
Contrariamente all’artista uomo, è possibile scoprire l’anima dell’artista donna attraverso i colori, le forme, le atmosfere, le intensità, le espressioni, gli oggetti che esprimono l’anima profonda di una sensibilità femminile e quanto si nasconde dietro di essa. Rimane anche nel colore e nella forma l’animo tutto femminile che si ritrova e si definisce artisticamente in una dimensione capace di poter esternare a tutti quella reale dimensione artistica che si scopre essere quasi una naturale vocazione della donna.
La donna genera per natura e per natura può estendere le sue attitudini dalla famiglia al mondo esterno. Questo passaggio può causare delle forti ripercussioni sulla vita sociale, ma certamente si potrebbe parlare di trasferimento di dolcezze dalla sfera privata alla sfera sociale, a tutto svantaggio della persona maschile che, nel frattempo, è rimasta a sussurrare, a fare apprezzamenti, a buttare le mani, ad alzare le mani in segno di forza per mettere tutto a tacere. Intrigante enigma, la donna rimane nell’arte la figurazione di tutti i tempi; un universo nel quale colori, forme, musica e poesia si incontrano per esaltarne il mito che rimane essenza di vita e fonte inesauribile di ispirazione e quindi di creatività. Questo accade da sempre.

4. Nel mondo greco e romano la donna-dea (Afrodite, Era, Demetra, Gaia e quindi Atena, Venere, Diana) possedeva una dimensione impareggiabile e inarrivabile; nel medioevo ha ispirato la letteratura cavalleresca; nel seicento ha prodotto la letteratura cortese ed ha creato la femme précieuse alla quale era dedicata la gloria dell’uomo e nei cui salotti venivano lette le opere prima di essere pubblicate. La donna colta era riferimento preciso di esami e di critica, di ascolto e di influenza.
Leonardo, Diderot e Freud (scorrendo il tempo), comprendendo l’importanza della psicologia e le reazioni delle emozioni razionali e irrazionali, hanno sostenuto che la fatalità femminile è rivolta al singolo individuo, determinando quella vie en rose che è cosa ben diversa da quella tracciata dalla donna fatale. La donna riesce a sollevare l’uomo o ad affossarlo; ad esaltarlo e a deprimerlo; a renderlo giocattolo o uomo.
Nella storia dell’arte ha sempre avuto un ruolo determinante e di forte creatività. Non soggetto, ma oggetto e motivo del progresso. La sua presenza è variegata e multiforme. Comprendere la donna, significa comprendere l’uomo stesso e la umanità intera. Dall’unione uomo-donna si sprigiona la civiltà, come dalla donna ha origine la vita. Sono persone speculari che si completano, ciò che conta è introdurre la sapienza, la comprensione, il rispetto e la consapevolezza che in due si avvia la rivoluzione.
Per non parlare della donna nella religione, la donna del rosario, della sofferenza, del dolore, della luce, dello “stabat mater”.
La proiezione sociale, culturale, religiosa e politica della donna va confermando la eguaglianza che non è sinonimo di omogeneità, ma è il risultato di un atteggiamento equilibrato nella visione e nella comprensione del mondo.
La storia ci ha insegnato che è la donna ad essere tacciata di impudicizia e ad essere assoggettata all’opinione pubblica e questo è un dato che fa riflettere, ma che ci rimanda alla responsabilità stessa della donna e, allo stesso tempo, alla consapevolezza che la donna, contrariamente all’uomo, riesce a dominare meglio i suoi istinti e anche il suo corpo.
Rousseau diceva che, "per il fatto che la condotta della donna è assoggettata all'opinione pubblica, la sua credenza è assoggettata all'autorità". Pena il rifiuto e l'onta”, ma su questo piano si incontrano le responsabilità dell’uomo e della donna: la vera dimensione convergente dell’essere uomo e dell’essere donna.
Quando questo non avviene si entra nel buio e si brancola alla meno peggio, quasi sempre alla maniera peggiore, con le conseguenze visibili di un vivere che procura tristezza, perdizione, drammi, crolli continui di uomini e di figli che perdono tutta la loro serenità, la loro guida, la loro speranza del domani.
Credo di poter affermare che questa divergenza che produce terribili diversità sia anche all’origine di tanto degrado diffuso e di tanta difficoltà di vivere, ma anche di crescere nella consapevolezza del domani. E’ questa la strage silenziosa della nostra contemporaneità, potenziata dalla tecnologia che trasmette e diffonde immagini che dilaniano, devastano, saccheggiano la coscienza dei ragazzi e non solo.
Penso che questa collettiva abbia permesso di pensare e di riflettere su alcune cose della vita che riguarda il rapporto uomo-donna; nozioni che non sono codificate e che nessuno riesce a determinare per ricercare un ordine morale possibile, ma soprattutto penso che la donna, che non vogliamo festeggiare in tutti i suoi lati, ma nella parte migliore di sé per non offrire quella possibilità di accontentare certe aspettative, possa conferire alla nostra società quel maquillage, quel tocco di abbellimento del quale, sono convinto, nessuno può farne a meno.
L’auspicio che quella forza generatrice della donna continui in ogni fase della vita e persista a riprodursi per dare un senso alla vita stessa, in ogni momento, sarà l’ultimo ad abbandonarci.
Angelo Scialpi
"Castello Spagnolo"

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