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sabato 2 marzo 2013

La ragione, in politica, la si legge solo nella volontà della gente!


E adesso, a elezioni avvenute, che cosa è possibile fare per realizzare la ripresa della politica e della nazione? I risultati elettorali non sembrano aver organizzato le strategie politiche, ma la richiesta dal basso di una ripresa responsabile, si, eccome! Un risultato sorpresa per tutti che ci invita a cominciare a pensare dalla parte del cittadino, ad  agire tenendo presente le priorità della nazione, ad iniziare a ri-organizzare la speranza della gente che passa, purtroppo, anche attraverso il risparmio di fondi pubblici che vanno a mare, e da tempo.

Che la gente mostrasse insofferenza, ma anche sofferenza, è da tutti noto, come è noto a tutti lo scempio del denaro pubblico che viene chiesto e reclamato ai cittadini con forza e con penalità insostenibili, molto vicino ad un certo agire del passato che ci ha lasciato piaghe ancora vive. Non possiamo dire che non lo sapevamo e non possiamo nemmeno dire che qualcuno ha ragione, tanto la ragione, in politica, la si legge solo e soltanto nella volontà della gente che è riuscita ad esprimere con forza tutta la insostenibilità di una vita di sacrifici, di rinunce e di lavoro, per poi vedere e sentire, quasi da ogni parte, le imprese economiche e il diritto a presentarsi da eletto nella società degli adulti e delle cose che contano.

Non credo che si possa fare una riflessione che tenga conto solo e soltanto del numero che ha segnato la percentuale dei voti assegnati ai partiti. Anche quella, alla fine, ha mostrato, ancora una volta, tutta la sua inconsistenza di una iniqua legge elettorale e la sua forza di tradursi in boomerang per tutti, senza lasciare il minimo margine alla compensazione, tanto meno alla ritorsione.

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Per gentile concessione di Francesco Dotti www.ceccodottipuntocom.com
Per assurdo, nessuno sembra più avere il diritto di parlare e di rivendicare mancate strategie politiche ed accordi. La volontà della gente, fatta di speranza repressa e di attese dolorose, si è insinuata, come l’aria, appena ha trovato una possibilità di esplodere e di farsi sentire. Come si fa a passar inosservati quando viene tutto deciso a tavolino, magari di un bar o di un ristorante, e ci troviamo di fronte sempre le stesse persone, che siano venti o trecentoquaranta conta poco per l’immagine, a parlare nei salotti televisivi e radiofonici. La storia può durare qualche anno, ma non decenni, e il cittadino ha pure il diritto di non vedere vanificati i suoi sacrifici di una vita; sacrifici che deve trasferire ai figli per migliorarne la vita. Le cose migliorano per natura, se ben seguite! Questa certezza ha abbandonato la gente che teme per qualsiasi cosa di cui ha bisogno. Sembra, nello stato proprio di bisogno, che invece di ottenere il servizio, si levi immediatamente  un muro di gomma, proprio perché la gente ha bisogno; sembra improvvisamente che tutti soffrono in Italia dello stesso male contemporaneamente e che tutti hanno bisogno della stesa cosa, con il risultato che non viene concesso niente a nessuno, se non in privato, e tutti poi hanno ragione.

“Facciamo una legge elettorale!” “Tizio sfida Caio!” “Annulliamo il finanziamento pubblico ai partiti e creiamo piani casa!” “Via dopo due legislature!”: sono le ultime dichiarazioni dei vari leaders di partito, a diverso titolo, ma molte altre sono state dette nei giorni precedenti e molte ancora vengono pronunciate sottovoce e tante altre, che riguardano la persona singola, vengono sbandierate per strappare qualche inutile applauso, magari pure a invito. Tutti insieme sembra dicano la cosa giusta per venire incontro ai cittadini, e tutti insieme hanno il dovere di risolvere la questione italiana, molto più complessa di quanto appare. Le affermazioni secondo le quali tutti devono andare a casa  e che non c’è niente da salvare sono dettate dalla paura che niente venga fatto per risolvere la questione, e visto che è da tutti conosciuta, c’è poco da credere che possa essere risolta con fiducia. C’è molta insofferenza nel vedere continuamente personaggi blaterare in nome di qualcuno che non sa più quello che dice, ma anche vedere sempre le stesse facce, le stesse automobili, le stesse mega scorte, gli stessi giornalisti di apparato e di appartenenza, quasi a voler allargare, come ha detto Gad Lerner, il concetto del cambiamento non soltanto alla politica, ma anche al giornalismo e ai gruppi costituiti professionali, insomma all'apparato costituito per autodifesa.

Mi ha colpito molto l’intervento di quel giornalista tedesco (del quale non ricordo il nome) che, in una trasmissione televisiva, rompendo gli schemi e affrontando tutti con disincantato, ha detto, più o meno: “Avete una terra baciata da Dio, con 8 mila km di costa e siete in queste condizioni.” Parole d’urto che ha silenziato qualsiasi sussulto della ragione, tranne la forza di continuare a denunciare l’agire degli altri.

La politica ha solo il compito di servire e migliorare il paese, non può essere una impresa o una opportunità per guadagnare all'inverosimile  per non parlare (come sta avvenendo in questi giorni) della stessa compravendita di senatori per abbattere maggioranze, anche esse uscite da elezioni politiche all'italiana, che speriamo siano state le ultime.

Intanto, in questo periodo che dovrebbe mettere da parte qualsiasi offesa e aprire il sentiero della responsabilità, va ascoltato l’appello del Presidente Napolitano sulla salvaguardia, l’interesse e l’immagine dell'Italia, senza determinazioni di parte.

A prescindere da tutto, tutti dovrebbero ritrovarsi per la ricostruzione della politica per scoprire i sessanta milioni di cittadini che potrebbero, con le loro esperienze e i loro saperi, sollevare una nazione che è ritornata importante per natura, meno per partecipazione responsabile.

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