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... ciao bà ...

domenica 20 maggio 2012

Melissa e la città di frontiera

Rimane impossibile comprendere che cosa arma il pensiero di certi uomini; rimane anche impossibile immaginare un modo di agire e di mettere in pratica la morte, di seminarla dissennatamente nel terreno più fertile: i boccioli della vita, i frutti dell’uomo, il disegno divino.

E’ barbarie pura:  rigetto del respiro, strozzamento del sorriso, negazione dello sguardo, distruzione della bellezza.

Rimane il pianto di fronte alla devastazione operata da certi esseri: macchine del male che non hanno alcun diritto di respirare, di guardare, di sorridere. Singhiozzando prendiamo dolorosamente atto di un disegno criminoso, stragista, folle, come il Presidente Vendola accoratamente scrive, consapevoli che vivere oggi rimane cosa ardua e difficile e i nostri ragazzi, amati e custoditi sempre, non hanno nessuna colpa di vivere per sopportare assurdità e intolleranze di uomini che esistono per essere solo dei costruttori del male. Quanto è difficile per i nostri giovani vivere oggi!

E’ tempo che noi adulti cominciamo a pensare e ad agire sul serio tenendo in considerazione tutti gli strati sociali. Non si può colpire più volte la stessa persona! Non si può rimanere addolorati per le difficoltà della vita, per le necessità impellenti e per certe schizofrenie che devastano l’animo e la mente di tutti. E’ tempo che tutti se ne rendano conto e ricomincino a distribuire i sacrifici in parte equa, come la democrazia esige; è tempo che ogni cittadino impari ad alzare lo sguardo ed a discernere quanto viene compiuto di buono e quanto porta indelebilmente alla rovina di molti; è tempo di recuperare la responsabilità individuale in positivo per il bene collettivo e non permettere che ci siano imitazioni e plagi quando un certo modo di agire diviene insostenibile e appare pure essere impunito; è tempo di cominciare a correre insieme verso la libertà e non per gruppi isolati e fuori dal contesto generale.

Democrazia e barbarie non possono convivere! Il terrorismo, o come lo si vuole chiamare, va combattuto con ogni mezzo, consapevoli del fatto che esiste sempre qualcuno che sa e conosce tutto.

Melissa non è volata in cielo da sola; Melissa ha fatto sprofondare la società intera, apparsaci improvvisamente nella sua più crudele realtà,  al punto da togliere un po’ di vita a tutti noi che la piangiamo, mentre guardiamo il luogo sacro dell’apprendimento pubblico dell’anima, il luogo della sicurezza e del convivere; il luogo da sempre incontaminato  del divenire della vita, oggi ancora di più nel tempo della autonomia e dove, guarda caso, la società civile entra a pieno titolo nella formazione collettiva, a sostegno e per il miglioramento dei saperi che devono tradursi in competenze, come vanno attestando i giovani studenti della scuola di Puglia e dove l’interistituzionalità rimane un agire costante e continuo per cercare di costruire la democrazia del domani.

Questa nostra terra non meritava di essere così ignobilmente schiaffeggiata e vilipesa nella sua espressione grecanica più bella della esistenza, al femminile, che ricercava il bello con cui vestire di dignità, come mantello regale, la persona umana.

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